Joseph

Lo chiamano colle. Il punto che corrisponde a quel nome è semplicemente quello più elevato di un vasto pianoro erboso sospeso tra la Francia e l’Italia. Per decine di anni l’unico abitante umano della Valle Sospesa è stato Joseph. Saliva lassù con le pecore appena dopo il solstizio d’estate e scendeva appena prima dell’equinozio d’autunno. è salito per la prima volta lassù a quattro anni come garzone. Aveva una moglie e un figlio che non salivano mai e un migliaio di pecore, poi ottocento, poi cinquecento. Con l’età aveva dovuto diminuire il carico di animali perchè non riusciva più a spingersi ai pascoli più inaccessibili.
Aveva anche un cavallo per portare viveri e sale. Era un cavallo che sapeva la strada per la boulangerie del paese sottostante. Quando le scorte di viveri erano al limite, Joseph prendeva il basto dalla piccola tettoia di assi dietro alla capanna di pietra e lo imbastava, assicurava le borse agli appositi ganci e lo mandava giù da solo con la lista della spesa e i soldi. Il cavallo scendeva un passo dietro l’altro e arrivava in paese. Il boulanger caricava le borse con quello che c’era scritto sulla lista, prendeva i soldi, lasciava il resto e il cavallo ripartiva senza fermarsi fino alla capanna di Joseph.
Di notte le pecore stavano in un recinto su misura di rete elettrificata. Non avrebbe potuto starcene una di più. Quando era ora spostava il recinto, affinché stessero sul pulito e a fine estate intorno alla capanna si vedevano tutti i cerchi di erba pestata.
Un giorno in quelle valli è tornato il lupo. Il dipartimento assegnava ai pastori dei cani da guardiania per difendere le greggi. Joseph non lo aveva voluto perchè dal colle passano troppi turisti e non si sentiva di correre rischi.
– Allora come fai?
– Come ho sempre fatto.
– e come?
– quando c’è qualche pecora vecchia, ferita o malata, di notte la lascio fuori dal recinto e il lupo prende quella.
Un giorno si era accorto che il lupo era arrivato. Era uscito dalla capanna, aveva sparato due colpi in aria e il lupo se n’era andato.
– ma l’hai preso?
– no, rischiavo solo di prendere una pecora
– ma se la gendarmerie sentiva i colpi, come ti giustificavi?
– tutti lo sanno chi è Joseph, la gendarmerie non mi avrebbe detto niente
Posso dire queste cose solo perchè Joseph è morto, altrimenti non lo farei.
Lo hanno trovato una mattina di fine luglio steso sereno davanti alla porta della capanna. Aveva settantacinque anni. Ogni sera usciva a guardare il tramonto dopo cena. Quella sera aveva già cenato.
Mi è sempre sembrato di vederlo morire così, davanti alla porta, guardando il tramonto sulla valle sospesa, scavata anticamente dal grande ghiacciaio.

la valle sospesa lo stesso giorno, alla stessa ora in un altro anno
la valle sospesa lo stesso giorno, alla stessa ora in un altro anno

disgelo

“Qualunque migrazione di nomadi richiede l’organizzazione precisa e flessibile di una campagna militare. Alle tue spalle l’erba sta avvizzendo. Davanti a te la neve può bloccare i passi.”
– B. Chatwin-
adesso i bucaneve fioriscono, la neve libera i passi..

bucaneve sul lago vuoto. si vedono le tre dighe, la vecchia strada, il ponte e il perimetro dell'antico ospitale.
bucaneve sul lago vuoto. si vedono le tre dighe, la vecchia strada, il ponte e il perimetro dell’antico ospitale.

 

resoconto Oblate 2016_05_10

è successo che a presentare  ‘Campo di Stelle’ ci fosse Giovanni Lindo Ferretti.
Il discorso è stato vasto. Un viaggio a cavallo è diventato la scusa per raccontare l’uomo a cavallo. La scelta di questo mezzo: un modo per attraversare la storia percorrendo la geografia. Il legame tra cavallo e cavaliere, nelle sue parole è diventato quasi solido. Isotta non c’era ma sembrava quasi che fosse scesa anche lei dal treno a Santa Maria Novella: se c’era paola, per forza doveva esserci anche Isotta.
Isotta e paola in questa presentazione sono diventate un modo di essere e il racconto una successione di episodi e incontri uno dietro l’altro come i passi accumulati dopo una giornata di cammino.

Miro Arguel

Presentazione di Campo di Stelle alla Biblioteca delle Oblate

Martedì dieci maggio duemilasedici alle ore ventuno
Giovanni Lindo Ferretti presenta il libro Campo di stelle
alla biblioteca delle Oblate di Firenze

2016_05_10 campo di stelle copy

Diluvi, giorni e giorni di acqua e temporali.
Un invito.
Il giorno dopo scavalcavamo sotto la pioggia da Massa a Reggio Emilia.
Quel pomeriggio Isotta è stata all’asciutto nella stalla dismessa delle pecore del nonno, in casa ogni angolo faceva trasparire cura, la stufa era accesa e abbiamo mangiato un boccone.
Un bardo vive in quella casa di pietra e di legno che è della sua famiglia da tempo immemorabile. Al piano di sopra ci sono scaffali e scaffali di libri e due poltrone. Ci siamo seduti lì, circondati da tutte quelle storie di tutti quei libri e ci siamo raccontati quelle che si somigliavano nei bagagli dei nostri ricordi.
Ripartendo il giorno dopo mi sono infilata un taccuino e una matita nella tasca dell’impermeabile e ogni cosa che mi è venuta in mente da lì a casa l’ho scritta. Dalla sella, dalle staffe, dal suono dei ferri sul terreno e da quegli scarabocchi è nato questo libro.

Il bardo era Giovanni Lindo Ferretti

 

Una viaggiatrice a cavallo, un libro, il lupo, un sogno

Sabato 30 aprile 2016 a Valdieri, presso la sede del Parco, ore 21, 

Paola Giacomini, viaggiatrice a cavallo, presenta il libro Campo di Stelle (I Quaderni dell’Alpitrek, 2016), che racconta il suo avventuroso itinerario dalla Val di Susa a Santiago de Compostela e ritorno. Il cammino di Paola e Isotta è un affascinante percorso “fatto di caldo, buio, fughe ostacoli e gioie”, un andare e tornare lungo circa 4500 chilometri, un’esperienza a due in totale autonomia – senza tetto né letto per sei mesi –  capace di farci attraversare l’Europa secondo itinerari secondari e ritmi ormai dimenticati. Ma cosa ha a che fare il viaggio di una cavalla e della sua cavaliera con il ritorno naturale del lupo sulle Alpi? Lo scopriremo insieme: l’estate 2016 ha in calendario un lungo percorso di scoperta che avrà come punto di partenza la Slovenia, come traguardo le Alpi Marittime e lungo tutto il percorso il supporto del progetto LIFE WolfAlps…

Ingresso libero!

2016 04 30 campo di stelle

work in progress

questo sito è in costruzione, se ci doveste finire per caso, tenete conto che si tratta di un cantiere e che ci sono materiali sparsi un po’ ovunque. per il momento non si può capire la forma definitiva.

I Quaderni dell’Alpitrek speciale Q213,5 Isbuscenskji

quaderni Alpitrek 16 speciale
quaderni Alpitrek 16 speciale

questa è la storia della nostra marcia in Russia,
seguendo le impronte lasciate dai cavalli di “ Savoia”
i cavalli di allora sono morti ma le impronte rimaste,
rimaste per essere osservate,
osservate dall’occhio attento,
attento a quelle impronte.
Deve esserci una relazione tra magia, fede e mistero che permette all’”attento” di sentire i lamenti, le imprecazioni, il dolore e l’immenso bisogno d’amore che hanno gli ’uomini, soprattutto quelli obbligati a fare la guerra

MF

fuoco acceso telo tirato cavallo sazio per unire nella stessa avventura uomini cavalli e montagne