Viandant

Vittorio Rabboni

Vittorio è un impresario di Reggio Emilia. Se fosse solo questo, non credo che ci saremmo incontrati. Lui ha il sogno di far rivivere l’Appennino Tosco Emiliano. Lui ama i cavalli. Lui e la sua famiglia vivono grazie a molto lavoro e mettono tutte le loro energie per le loro montagne e i loro cavalli.
In quell’Appennino ci sono stata tre volte con Isotta, è una regione che amo molto per la bellezza del territorio che, a causa dell’abbandono, sta tornando primordiale e per le persone che coraggiosamente lo abitano.
Sono tornata lì per Sant’Antonio per la benedizione delle stalle e dei cavalli di una fondazione ormai estinta di cui facevano parte persone a cui sono sempre più legata: Giovanni Lindo Ferretti, Marcello Ugoletti e Cinzia Pellegri.
Marcello mi ha presentato a Vittorio che era lì per capire. È nella sua natura cercare di capire. Capire con il cuore.
Quasi un caso. Eravamo lì nello stesso momento e Vittorio mi ha dato tutta la sua disponibilità per appoggiare l’impresa che sto realizzando.
Ho con me una felpa su cui c’é scritto Viandant e il suo staff mi spedirà abbigliamento adatto all’inverno quando ne avrò bisogno.
Viandant è il marchio con cui Vittorio intende rilanciare le sue montagne. Il progetto che ha in mente è vasto e copre diversi campi.
-segnaletica su una antica via di pellegrinaggio che collegava Reggio Emilia a Lucca, chiamata Via matildica, collegata sul crinale alla Via del Volto Santo.
-ripristino e gestione di rifugi lungo questa via.
-collegamento tra i produttori di formaggio (che lì è il parmigiano reggiano!), miele, vino e altri prodotti delle aziende agricole che resistono in questo territorio.
-una piccola marca di abbigliamento per la vita all’aria aperta con i cavalli.
Tutto questo è work in progress come il viaggio che sto portando avanti. Probabilmente inizierà a vedere la luce quando saro’ ormai tornata.
La capacità di Vittorio di guardare il significato delle cose e di riconoscere l’assonanza tra un viaggio a cavallo attraverso i pascoli dei pastori erranti dell’Asia e il viaggio dell’idea di Viandant per i pascoli dell`Appennino è quello che mi ha permesso di partire con un contributo reale.

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