Oltre Oceano

Quando ero andata a Santiago, mi sembrava un sogno incredibile raggiungere l’Oceano. Isotta, una cavalla piena di risorse mi ha addestrata alla vita raminga. Dopo grandi avventure, si è meritata la pensione e se la vive da regina, ha 34 anni e non posso più viaggiare con lei.
Toccato l’Oceano, eravamo tornate ad est, non potevamo attraversarlo con le nostre forze.

Isotta guarda il sole che va dove lei non potrà mai andare. La lascio guardare e lei sta lì. Il sole viene inghiottito dal mare.
È ora di tornare indietro

Da quando esiste l’ Oltreoceano, ogni volta che miseria, malattie, disperazione, guerre e dissensi hanno reso invivibile il vecchio continente, passare il mare alla ricerca di nuovi orizzonti è stato occasione di salvezza per alcuni, di avventura per altri, di profitto per chi lo ha cercato.
A un certo punto l’Ovest è finito contro un altro oceano.
Apparentemente nuovi orizzonti non ce ne sono più. Finché tutto è facile, si può rimanere con i piedi per terra. Quando ci si trova sull’orlo, bisogna decidere se farsi tritare o saltare.
Custode è il più giovane e forte dei miei cavalli. Sta bene come mai prima, ma non potrà più viaggiare. Tcigheeree ha bisogno di un nuovo compagno. Devo trovarlo con cura.
Il viaggio attraverso i Balcani è saltato all’ anno prossimo.
Чигээрээ sembra d’accordo. L’ idea di fare tutto lui non lo ispirava molto!

Quest’ anno sono senza cavalli.
Ho riaperto il cassetto dei sogni. Dentro c’era una vecchia idea che avevo scartato perché non era possibile realizzarla con i miei cavalli.
Quest’ anno ho tre cavalli, ma sono senza cavalli. Essere senza cavalli per me è essere sull’orlo.
Provo a saltare oltreoceano.
Custode rimane qui. Ferma tutto, ma non finisce qui.

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