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La grande corsa di Custode

 

Custode alla scoperta delle Alpi

La festa é stata grandiosa e le giornate splendide, ma sempre più corte. A passo di cavallo, sfuggire all’equinozio é un po’ difficile, anche scendendo a sud-ovest. Custode era ogni giorno più sfavillante e Чигээрээ sempre più giú di corda. Prima di entrare a Cracovia, Katia aveva convinto tutti che dovevo assolutamente andare a Podskalany. Lí siamo stati ospiti di Antoni Zielinski. Lui era venuto a prenderci. Uomo di azione con il sorriso da signore. Lí c’è una valletta di pascoli recintati dove i cavalli hanno l’aria libera. In fondo c’è un ruscello che si attraversa a guado. In mezzo a tutti i recinti ci sono la casa con la scuderia e il campo per le lezioni. Era in corso la gara di trek e il giorno dopo si sarebbe svolta la caccia alla volpe.

A casa di Joanna nei Tatra

Un bel prato con un melo in cima ci ha accolti. La tempesta scuoteva le cime degli alberi ma lì si stava bene.
La mattina ho portato l’equipaggiamento di Custode in selleria, sellato Custode e portato Чигээрээ nel box dove avrebbe aspettato che noi passassimo le Alpi.

Jarka, la fatina di Zilina

Con Custode é iniziata la grande corsa per superare tutte le montagne prima della neve. Vedo la cartina prendere volume man mano che ci avviciniamo ai Tatra, scendiamo i Carpazi, attraversiamo il Danubio e ci avventuriamo tra montagne sempre più alte per arrivare alle Dolomiti.

Le coccole di Erika alla chiesetta dei cosacchi a Lienz

Passato il confine tiriamo il fiato.
Antoni Zielinski ha organizzato il trasporto di Чигээрээ fino ad Egna e da lì siamo di nuovo insieme. Da qui in avanti dobbiamo solo più scivolare verso casa.

Di nuovo insieme

Grande festa

https://m.youtube.com/watch?v=JZjHTDcrCp4&feature=youtu.be

Era un giorno grigio di febbraio, la piazza era quasi silenziosa e l’ora precisa. La melodia dell’heinaul si infilava in tutti i portici del mercato e nelle finestre degli edifici circostanti e si interrompeva come ad ogni ora precisa.

сon Custode e Чигээрээ davanti alla basilica di Santa Maria a Cracovia

-che succede?
-perché?
-perché questa musica non finisce?
-per ricordare la sentinella
-quale sentinella?
-il pompiere che stava di vedetta sul campanile della basilica di Santa Maria quando i tartari hanno attaccato la città
-un pompiere?
-si, allora e per molti secoli ancora, la città era tutta di legno e c’era sempre un pompiere di vedetta per avvisare in caso di incendio
-e cosa c’entrano i tartari?
-una freccia mongola ha interrotto l’allarme, quando lui ha avvisato del loro arrivo

la consegna della freccia

Tartari, Mongolia, Kharakhorin, cavalli, steppa, steppa, steppa. Quello che i miei sensi hanno percepito quando ho realizzato questa storia era un viaggio enorme: quello dei mongoli. Migliaia di cavalli e cavalieri che arrivavano da est portando morte e distruzione in sella ai loro cavalli. Per me in quel momento erano solo uomini a cavallo che per migliaia di chilometri avevano cercato erba e acqua per i loro cavalli e che avevano rincorso in sella un confine sempre più lontano.

É successo davvero, molto meglio e molto di più di come lo avevo sognato.

Quello che é rimasto del loro passaggio é il ricordo di una tragedia, ma anche la leggerezza dell’andare a cavallo.
Decidere di ripercorrere le loro tracce era un modo per incontrare i grandi popoli di cavalieri che tuttora popolano le steppe e di ripensare lo stesso viaggio in un’ottica di pace attraverso il linguaggio internazionale dei cavalieri.
Questa freccia me l’ha affidata Enkhbath, il sindaco di Kharakhorin, ha percorso con due cavalli mongoli quasi la stessa strada di allora, é stata toccata da genti diverse dalla Mongolia alla Polonia e ognuno ci ha visto un desiderio di pace.

la freccia portata da Custode

Sarebbe bello che lo fosse davvero. Loro erano in tanti quando sono arrivati per combattere più di ottocento anni fa, io ero da sola, ma le persone che ho incontrato in Russia, in Lituania, in Mongolia, sono tantissime e tutte credevano nella pace.
Cracovia é un confine. L’heinaul che risuona nelle quattro direzioni ad ogni ora lo ricorda. É un confine reale, tra paesi e mentalità differenti che vale la pena di coltivare. Le differenze arricchiscono. Fare finta di essere tutti uguali é una bugia. Essere uomini e sognare la pace appartiene ad entrambi i lati di questo confine.

Andiamo via

Spero che questa freccia che rimarrà nella torre di Santa Maria, possa ricordare questo. Siamo prima di tutto esseri umani.

ps: questo è accaduto in gran parte grazie a Vittorio Rabboni per sponsorizzare Viandant, il suo grande sogno di far rivalutare l’Appennino tosco emiliano. Mentre le malelingue giurano di aver diretta notizia che sto cercando lavori di fortuna a Mosca per portare avanti il viaggio, io sono arrivata a cavallo nelle magnifiche valli slovacche.

Appuntamento a Cracovia

Il 16 settembre alle 12 arriveremo in piazza a Cracovia. Ci accoglieranno il comune, la casa della Cultura, il museo storico e soprattutto i pompieri della città.  A loro consegnerò la freccia che mi é stata affidata da Enkhbat, il sindaco di Kharakhorin, più di un anno fa.

 

Abbiamo dormito sotto milioni di stelle, percorso migliaia di chilometri, incontrato centinaia di persone, superato decine di ostacoli e vissuto ogni giorno come se fosse unico. Siamo tre esseri in viaggio. Non siamo arrivati. Siamo solo vicini alla meta, ma è incredibile. Era incredibile prima e pochi ci hanno creduto. É ancora più incredibile adesso e questa è una cosa con cui non immaginavo di dover fare i conti. Quello che é vero di sicuro é che siamo qui a cento chilometri da Cracovia e che legata alla sella portiamo una freccia mongola che ci é stata affidata a ottomila chilometri da qui e che tante persone diverse l’hanno vista e toccata lungo la strada imprimendole un sogno di pace.

 

Foreste di grandi erbivori

Siamo nella terra dell’alce e del bisonte europeo. Foreste luminose, di quelle dove si può camminare sotto gli alberi ci stanno guidando verso sud.

Piotr si è ritrovato a dover chiedere a Custode il permesso di entrare in casa propria.

La Lituania é stata una parentesi poetica che ha compensato le bruttezze della frontiera.

Vaidotas Digaitis, cavaliere errante talmente perfetto da sembrare inventato. Forza e grazia, poesia e umorismo, un senso di cavalleria di epoche lontane insieme a una semplicità senza paragoni. In tutto il mondo non c’è un’altra persona così.

Buoni pascoli, begli incontri e un senso del confine nel linguaggio e nelle abitudini della gente.

Erba giusta, ombra giusta, legna giusta per fare fumo e liberare Custode dagli insetti che qui sono normali.

Interviste che sono riuscita a ritrovare

Con molte delle persone che hanno scritto questi articoli é rimasto un bel collegamento, mentre avanzavamo verso questa inevitabile frontiera, scoprendo da un villaggio all’altro la bellezza della Russia e della sua gente.

VELIKIE LUKI
http://m.iluki.ru/news/1-190

https://m.vk.com/wall-112510789_2718001

http://luki.ru/news/575648.html

VYAZMA
https://www.google.com/amp/s/rg.ru/amp/2019/06/03/reg-cfo/italianka-peresekla-rossiiu-verhom.html

SPUTNIK

https://www.google.com/amp/s/it.sputniknews.com/amp/opinioni/201906127762067-un-viaggio-da-sogno–dalla-mongolia-alla-polonia-a-cavallo/

KALUGA
https://m.nikatv.ru/tv/reportazhi-video/KZz1pTZXwVEdVEl6Cbww

https://cher.all-rf.com/news/2019/06/04/35/italyanka-bolshe-goda-puteshestvuet-verhom-na-loshadi-iz-mongolii-v-polshu

http://m.babr24.com/?IDE=189511

https://www.yaplakal.com/forum3/topic1961215.html

TULA
https://m.newstube.ru/media/italyanka-reshila-preodolet-put-v-tysyachi-kilometrov-voodushevivshis-istoriej-13-veka

YELETZ

VORONEZH
https://news.myseldon.com/ru/news/index/210011298

https://moe-online.ru/news/society/1034856

https://m.riavrn.ru/news/tysyachi-kilometrov-verkhom-radi-legendy-v-voronezh-priekhala-italyanka-vezushchaya-strelu-mira/

https://vestivrn.ru/news/2019/04/04/iz-mongolii-v-polshu-puteshestvuyushaya-na-loshadyakh-italyanka-dobralas-do-voronezhskoi/

KALATCH Россия 1 калач

Yandex PSKOV
http://m.pln24.ru/society/342786.html?utm_source=yxnews&utm_medium=mobile

https://informpskov.ru/news/298400.html

RADIO1
https://www.raiplayradio.it/audio/2019/05/VIENI-VIA-CON-ME-del-25052019-2f16770c-da17-4650-96e9-8f9d7d17a0ab.html?wt_mc=2.www.wzp.raiplayradio_ContentItem-2f16770c-da17-4650-96e9-8f9d7d17a0ab.&wt

VYOSHENCKAYA
https://www.nvgazeta.ru/news/14488/549445/

VOLGOGRAD
https://myhistorypark.ru/news/italyanskaya-puteshestvennitsa-posetila-istoricheskiy-park-v-volgograde/?city=ros

MIKHAJLOVKA
http://mihadm.com/news/8638

VYAZOVKA
https://vpravda.ru/obshchestvo/v-elanskom-rayone-podkovali-loshadey-znamenitoy-italyanki-67773/

http://vlg-media.ru/2019/03/17/volgogradskij-umelec-podkoval-loshadej-hrabroj-italjanki/

SARATOV

https://nversia.ru/news/italyanskaya-puteshestvennica-reshila-povtorit-put-tataro-mongolov-iz-mongolii-v-polshu-ona-priskakala-v-saratovskuyu-oblast/

MARX
http://marksadm.ru/news/4473-italyanskaya-puteshestvennica-po-puti-iz-mongolii-v-polskiy-krakov-posetila-marksovskiy-rayon.html

http://pobedniy-allure.ru/2019/03/05/путешествие-итальянки-паулы-в-циксе/

YASTREBOVKA
https://saratov-room.ru/puteshestvennitsa-iz-italii-dobralas-na-loshadyah-do-saratovskoj-oblasti-87231
http://www.goldmustang.ru/news/9292.html

https://www.sarnovosti.ru/mnews.php?ID=113960

https://news-life.ru/189917782/

BARNAUL

TG3
https://m.facebook.com/watch/?v=10156189565863158&_rdr

Tremo

  1. Velikie Luki, 12 luglio 2019

Siamo in quarantena da settimane, il mio telo é stato piantato vicino al recinto dei cavalli fino a oggi pomeriggio. Oggi l’ho smontato e vado a San Pietroburgo a disintossicarmi dalla carta anche se dovrò recuperare un modulo per un documento che qui non c’è. I cavalli non ne possono più di stare intrappolati, e neanche io.

Eugenia mentre si studia il regolamento per l’importazione di equidi in CE e mi insegna le parolacce in russo. Fino a qui non ne avevo imparata neanche una.

Alla stazione veterinaria ci stanno dando una mano in tutti i modi. Eugenia, la veterinaria che si é ritrovata le carte dei miei cavalli tra le mani, non può essere contenta che io sia arrivata proprio qui a sistemare le carte. Ogni casella che riempiamo, ne saltano fuori due che sollevano dubbi da risolvere.
Un pezzo per volta: ci pensa, trova la soluzione e agisce. Non le era mai capitato un caso così complicato. Si é ritrovata a passare da me anche dopo lavoro, anche domenica pomeriggio.
Ci siamo tradotte dall’ inglese al russo tutte le clausole per sistemare il certificato veterinario per l’Europa. Un pezzo per volta salta fuori tutto e ieri sono arrivati i risultati delle delle analisi del sangue, é tutto a posto.

Escursione al laboratorio di Mosca.

Manca ancora il certificato di una vaccinazione che avevo fatto in Mongolia che si é perso per strada. É tornata in pista Yesulen che ha rintracciato il veterinario che la aveva fatta e a metà della prossima settimana dovrebbe arrivare.

Carta carta carta

Oggi comunque tutti i papiri riguardanti Custode e Чегерэ sono stati spediti a Mosca per chiedere il permesso di attraversare la frontiera, mentre loro sempre accuditi dalla gente di Пётр Петрович.

Пётр Петрович e l’arco che ha donato al viaggio.

La notte di San Giovanni

Qui il tramonto dura tre ore, a volte quattro. La vera notte in questa stagione non scende mai. Qualche stella si presenta all’appello e fugge nel giro di una mezz’ora per ripararsi dall’estate.

Alle undici e mezza

Proprio oggi inizio le trafile per la frontiera con l’Europa. Sono in un maneggio che sembra inventato apposta per farmi dipanare tutta la matassa. É pizzicato tra la città e la palude. Solo qui intorno i prati sono pascoli. Gli edifici sono dipinti di bianco. In ogni angolo Katia cura fiori tutti diversi che trasformano ogni angolo in un giardino.

I pascoli verso la palude

Stasera sono arrivati qui due camion. A bordo c’erano sei persone e tre cavalli, polacchi di Opole, diretti a Mosca per una gara. Si sono fermati qui per far riposare i cavalli. Domani a mezzogiorno devono essere a Mosca. Loro mi hanno dato qualche dritta in più. Hanno appena passato dieci ore alla frontiera e hanno ancora avuto la pazienza di sedersi a un tavolo piccolino per farmi vedere le loro carte e darmi qualche dritta.

Loro aspettano qui e non si lamentano della tregua.

Vediamo quante pedine mancano. L’idea che questo posto, questo incontro, la gentilezza con cui Petr Petrovich si interessa di appoggiarmi nella mia lotta contro la carta fossero regali di san Giovanni mi si è appiccicata alla testa.

Tra la scuderia di Piotr Pietrovich e la città

La tregua del fieno

2019_06_11 Vyazma

Custode e Tgegheré prima degli insetti

Custode é un cavallo giovane, forte, dolcissimo. Dal primo giorno si è rivelato indispensabile per il suo buon carattere e coraggio, l’ho sempre ammirato per la sua compostezza e precisione.
Ho sempre dovuto tenere un occhio di riguardo per Tgegheré che invece è un bandito professionista e sa cacciarsi nei guai con la decisione di chi ha l’intelligenza per uscirne.

Custode l’intollerante

Andando avanti la geografia mi ha imposto uno spostamento di attenzione. Le foreste paludose che stiamo attraversando adesso sono una fabbrica di insetti molesti e Custode li patisce. Li patisce da impazzire. Diventa un mostro, guarda nel vuoto e colpisce tutto quello che gli capita a tiro, é riuscito a non mangiare per tre giorni, invece di pascolare galoppava in cerchio per quanto era lunga la corda, pestava l’erba e non la assaggiava neanche. Ho provato con i repellenti, ma l’effetto svaniva prima che lui trovasse quiete. Un guaio. É scappato tre volte contorcendosi nelle sue acrobazie e l’ultima é stata molto pericolosa perché per poco non finiva in autostrada.
Basta.
L’unico modo per farlo riposare e nutrire é chiuderlo da qualche parte e portargli erba o fieno.
La gente mi guarda come se fossi un alieno quando chiedo dove posso trovare posti simili in un momento dell’anno in cui tutti tirano il fiato perché possono finalmente lasciare gli animali al pascolo tutto il giorno.

Irina

Finalmente ho trovato una persona che ha capito e ha contattato tutti quelli che conosceva da casa sua a duecento chilometri di distanza per avvisare del mio arrivo e chiedere di preparare un posto così per questa anima in pena.
Si chiama Irina, ha una decina di cavalli sulle sponde del fiume Ugra, ha la voce dolce come un angelo e basta che parli per far stare meglio tutti, fa un formaggio di capra che é la fine del mondo e legge nel pensiero.
Da quando siamo stati da lei, finalmente Custode mangia e riposa. Ogni posto da lei consigliato sulla nostra strada era una casa accogliente.

Angelika che prima di pensare a fare colazione é andata a tagliare l’erba per Custode che si sta facendo una scorta di coccole.

Andiamo avanti di notte e arriviamo al mattino. Preparo degli strani bivacchi diurni, sistemo la belva e faccio il bucato. Poi vado a dormire.
Il mostro che gli insetti volevano far uscire da Custode non morde più.

Il chiarore della notte estiva sulle paludi. Il concerto delle raganelle che si ingozzano di zanzare e piccola luna che ha voglia di crescere.

W i pompieri di Kaluga

Che cos’è la Russia per me? Che cos’hanno in comune tutte queste genti da Gorno Altaisk a qui? Hanno in comune l’autenticità dei gesti. Sono sempre pronti.

I pompieri di Kaluga che quando hanno trovato Custode nel bosco, dopo quattro ore di ricerche, mi hanno chiesto: ‘questo cavallo é il tuo?’

Credo che oggi il ritrovamento di Custode nel bosco di fianco all’autostrada sarebbe finito diversamente se non fossi stata in Russia. Stamattina alle quattro, dopo avre tentato invano di seguirne le tracce e immaginando che stesse tornando indietro, ho chiamato la polizia perché temevo che questa volpe andasse verso la città mettendo in pericolo sé stesso e gli altri e così stava per fare.

Дмитрий Беленко, Сергей Большов, Павел Солохин, Анна Нехорошева девушка психолог, водитель Слава Надеин e il mezzo con cui ci siamo spostati da una parte all’altra della foresta per cercare.

Nel giro di un’ora è arrivata un’unità di pompieri avvisati dalla polizia che hanno messo a disposizione tutti i mezzi possibili compreso un drone per aiutarmi a cercarlo e hanno avvisato chiunque di loro fosse in giro di metterli al corrente se vedevano un cavallo mongolo in centro a Kaluga.  Lo hanno trovato e mentre lo riportavo al bivacco attraverso il bosco, ho incontrato tre ragazze che ne stavano seguendo le tracce dove stanotte le avevo perse.

Pompieri in libera uscita sulle tracce di Custode

Nel frattempo avevo mandato un messaggio alle fatine di Tgegheré che alle sei di mattina si erano organizzate da un minuto all’ altro, partendo da Tula per venire in mio soccorso. Quando i pompieri lo hanno trovato, le ho chiamare per avvisare che era tutto a posto e loro erano già qui, pronte a darmi una mano.

Marina, ex allevatrice di arabi e Oksana, trasporto animali e programmatrice: due delle tre fatine di Tgegheré..ma quella é un’altra storia.

 

Oltre il Don

2019_04_22 Kalabino
Dopo aver marciato con il Don alla nostra sinistra per quasi un mese, ho dovuto decidermi ad attraversarlo. Un ponte é una cosa da niente: meno di un chilometro e sei dall’altra parte, ma certi ponti sono viaggi interplanetari, da questa parte del fiume l’umanità é completamente diversa. Mi sento di aver lasciato una terra amica, se ci fossimo trovati qui in inverno, non ce l’avremmo fatta ad avanzare, la gente é chiusa, guarda storto e pensa sempre che ci sia una fregatura. Finché sono avanzata tra i cosacchi ogni persona è stata un diamante che ha reso prezioso ogni minuto di questo anello verso Vyocenskaya.

Sergej, ataman di Mikhailovka sul Medvediza, che ci ha spalleggiati mentre costeggiavamo il Don, mi ha accompagnata a vedere Stalingrado facendomene cogliere significati profondi e ha reso leggero il viaggio di Tgegheré quando era stanco. Questa persona é mille persone in una.

Qui il bello sono i paesaggi, la steppa é mossa su colline varie. Incontriamo almeno un paio di laghetti ogni giorno e finalmente c’è erba. Custode e Tgegheré sono contenti di pascolare e per loro é meglio qui.

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