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Appuntamento a Cracovia

Il 16 settembre alle 12 arriveremo in piazza a Cracovia. Ci accoglieranno il comune, la casa della Cultura, il museo storico e soprattutto i pompieri della città.  A loro consegnerò la freccia che mi é stata affidata da Enkhbat, il sindaco di Kharakhorin, più di un anno fa.

 

Abbiamo dormito sotto milioni di stelle, percorso migliaia di chilometri, incontrato centinaia di persone, superato decine di ostacoli e vissuto ogni giorno come se fosse unico. Siamo tre esseri in viaggio. Non siamo arrivati. Siamo solo vicini alla meta, ma è incredibile. Era incredibile prima e pochi ci hanno creduto. É ancora più incredibile adesso e questa è una cosa con cui non immaginavo di dover fare i conti. Quello che é vero di sicuro é che siamo qui a cento chilometri da Cracovia e che legata alla sella portiamo una freccia mongola che ci é stata affidata a ottomila chilometri da qui e che tante persone diverse l’hanno vista e toccata lungo la strada imprimendole un sogno di pace.

 

Foreste di grandi erbivori

Siamo nella terra dell’alce e del bisonte europeo. Foreste luminose, di quelle dove si può camminare sotto gli alberi ci stanno guidando verso sud.

Piotr si è ritrovato a dover chiedere a Custode il permesso di entrare in casa propria.

La Lituania é stata una parentesi poetica che ha compensato le bruttezze della frontiera.

Vaidotas Digaitis, cavaliere errante talmente perfetto da sembrare inventato. Forza e grazia, poesia e umorismo, un senso di cavalleria di epoche lontane insieme a una semplicità senza paragoni. In tutto il mondo non c’è un’altra persona così.

Buoni pascoli, begli incontri e un senso del confine nel linguaggio e nelle abitudini della gente.

Erba giusta, ombra giusta, legna giusta per fare fumo e liberare Custode dagli insetti che qui sono normali.

Interviste che sono riuscita a ritrovare

Con molte delle persone che hanno scritto questi articoli é rimasto un bel collegamento, mentre avanzavamo verso questa inevitabile frontiera, scoprendo da un villaggio all’altro la bellezza della Russia e della sua gente.

VELIKIE LUKI
http://m.iluki.ru/news/1-190

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=k4hdXiYMLcg

https://m.youtube.com/watch?v=TBkmq6Ja1Fs&feature=youtu.be

https://m.vk.com/wall-112510789_2718001

https://m.youtube.com/watch?v=Hpghm_bGJRA

http://luki.ru/news/575648.html

VYAZMA
https://www.google.com/amp/s/rg.ru/amp/2019/06/03/reg-cfo/italianka-peresekla-rossiiu-verhom.html

SPUTNIK

https://it.sputniknews.com/opinioni/201906127762067-un-viaggio-da-sogno–dalla-mongolia-alla-polonia-a-cavallo/

KALUGA
https://m.nikatv.ru/tv/reportazhi-video/KZz1pTZXwVEdVEl6Cbww

https://cher.all-rf.com/news/2019/06/04/35/italyanka-bolshe-goda-puteshestvuet-verhom-na-loshadi-iz-mongolii-v-polshu

http://m.babr24.com/?IDE=189511

https://www.yaplakal.com/forum3/topic1961215.html

TULA
https://m.newstube.ru/media/italyanka-reshila-preodolet-put-v-tysyachi-kilometrov-voodushevivshis-istoriej-13-veka

YELETZ

https://m.vk.com/video-26562623_456242210?list=50d466a3d27718568c&from=wall-26562623_12551&fbclid=IwAR0K9ZCCNpEn0TkOB5RlWD565RUKILUXWN5ee7Y2FqkPq7nY3y0QS-MDnc0

VORONEZH
https://news.myseldon.com/ru/news/index/210011298

https://moe-online.ru/news/society/1034856

https://m.riavrn.ru/news/tysyachi-kilometrov-verkhom-radi-legendy-v-voronezh-priekhala-italyanka-vezushchaya-strelu-mira/

https://vestivrn.ru/news/2019/04/04/iz-mongolii-v-polshu-puteshestvuyushaya-na-loshadyakh-italyanka-dobralas-do-voronezhskoi/

KALATCH Россия 1 калач
https://m.youtube.com/watch?v=g3QvhiVdXs0

Yandex PSKOV
http://m.pln24.ru/society/342786.html?utm_source=yxnews&utm_medium=mobile

https://informpskov.ru/news/298400.html

RADIO1
https://www.raiplayradio.it/audio/2019/05/VIENI-VIA-CON-ME-del-25052019-2f16770c-da17-4650-96e9-8f9d7d17a0ab.html?wt_mc=2.www.wzp.raiplayradio_ContentItem-2f16770c-da17-4650-96e9-8f9d7d17a0ab.&wt

VYOSHENCKAYA
https://www.nvgazeta.ru/news/14488/549445/

VOLGOGRAD
https://myhistorypark.ru/news/italyanskaya-puteshestvennitsa-posetila-istoricheskiy-park-v-volgograde/?city=ros

MIKHAJLOVKA
http://mihadm.com/news/8638

VYAZOVKA
https://vpravda.ru/obshchestvo/v-elanskom-rayone-podkovali-loshadey-znamenitoy-italyanki-67773/

http://vlg-media.ru/2019/03/17/volgogradskij-umelec-podkoval-loshadej-hrabroj-italjanki/

SARATOV
https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=TXDn6ZPfFI8

https://nversia.ru/news/italyanskaya-puteshestvennica-reshila-povtorit-put-tataro-mongolov-iz-mongolii-v-polshu-ona-priskakala-v-saratovskuyu-oblast/

MARX
http://marksadm.ru/news/4473-italyanskaya-puteshestvennica-po-puti-iz-mongolii-v-polskiy-krakov-posetila-marksovskiy-rayon.html

http://pobedniy-allure.ru/2019/03/05/путешествие-итальянки-паулы-в-циксе/

YASTREBOVKA
https://saratov-room.ru/puteshestvennitsa-iz-italii-dobralas-na-loshadyah-do-saratovskoj-oblasti-87231
http://www.goldmustang.ru/news/9292.html

https://www.sarnovosti.ru/mnews.php?ID=113960

https://news-life.ru/189917782/

TG3
https://m.facebook.com/watch/?v=10156189565863158&_rdr

Tremo

  1. Velikie Luki, 12 luglio 2019

Siamo in quarantena da settimane, il mio telo é stato piantato vicino al recinto dei cavalli fino a oggi pomeriggio. Oggi l’ho smontato e vado a San Pietroburgo a disintossicarmi dalla carta anche se dovrò recuperare un modulo per un documento che qui non c’è. I cavalli non ne possono più di stare intrappolati, e neanche io.

Eugenia mentre si studia il regolamento per l’importazione di equidi in CE e mi insegna le parolacce in russo. Fino a qui non ne avevo imparata neanche una.

Alla stazione veterinaria ci stanno dando una mano in tutti i modi. Eugenia, la veterinaria che si é ritrovata le carte dei miei cavalli tra le mani, non può essere contenta che io sia arrivata proprio qui a sistemare le carte. Ogni casella che riempiamo, ne saltano fuori due che sollevano dubbi da risolvere.
Un pezzo per volta: ci pensa, trova la soluzione e agisce. Non le era mai capitato un caso così complicato. Si é ritrovata a passare da me anche dopo lavoro, anche domenica pomeriggio.
Ci siamo tradotte dall’ inglese al russo tutte le clausole per sistemare il certificato veterinario per l’Europa. Un pezzo per volta salta fuori tutto e ieri sono arrivati i risultati delle delle analisi del sangue, é tutto a posto.

Escursione al laboratorio di Mosca.

Manca ancora il certificato di una vaccinazione che avevo fatto in Mongolia che si é perso per strada. É tornata in pista Yesulen che ha rintracciato il veterinario che la aveva fatta e a metà della prossima settimana dovrebbe arrivare.

Carta carta carta

Oggi comunque tutti i papiri riguardanti Custode e Чегерэ sono stati spediti a Mosca per chiedere il permesso di attraversare la frontiera, mentre loro sempre accuditi dalla gente di Пётр Петрович.

Пётр Петрович e l’arco che ha donato al viaggio.

La notte di San Giovanni

Qui il tramonto dura tre ore, a volte quattro. La vera notte in questa stagione non scende mai. Qualche stella si presenta all’appello e fugge nel giro di una mezz’ora per ripararsi dall’estate.

Alle undici e mezza

Proprio oggi inizio le trafile per la frontiera con l’Europa. Sono in un maneggio che sembra inventato apposta per farmi dipanare tutta la matassa. É pizzicato tra la città e la palude. Solo qui intorno i prati sono pascoli. Gli edifici sono dipinti di bianco. In ogni angolo Katia cura fiori tutti diversi che trasformano ogni angolo in un giardino.

I pascoli verso la palude

Stasera sono arrivati qui due camion. A bordo c’erano sei persone e tre cavalli, polacchi di Opole, diretti a Mosca per una gara. Si sono fermati qui per far riposare i cavalli. Domani a mezzogiorno devono essere a Mosca. Loro mi hanno dato qualche dritta in più. Hanno appena passato dieci ore alla frontiera e hanno ancora avuto la pazienza di sedersi a un tavolo piccolino per farmi vedere le loro carte e darmi qualche dritta.

Loro aspettano qui e non si lamentano della tregua.

Vediamo quante pedine mancano. L’idea che questo posto, questo incontro, la gentilezza con cui Petr Petrovich si interessa di appoggiarmi nella mia lotta contro la carta fossero regali di san Giovanni mi si è appiccicata alla testa.

Tra la scuderia di Piotr Pietrovich e la città

La tregua del fieno

2019_06_11 Vyazma

Custode e Tgegheré prima degli insetti

Custode é un cavallo giovane, forte, dolcissimo. Dal primo giorno si è rivelato indispensabile per il suo buon carattere e coraggio, l’ho sempre ammirato per la sua compostezza e precisione.
Ho sempre dovuto tenere un occhio di riguardo per Tgegheré che invece è un bandito professionista e sa cacciarsi nei guai con la decisione di chi ha l’intelligenza per uscirne.

Custode l’intollerante

Andando avanti la geografia mi ha imposto uno spostamento di attenzione. Le foreste paludose che stiamo attraversando adesso sono una fabbrica di insetti molesti e Custode li patisce. Li patisce da impazzire. Diventa un mostro, guarda nel vuoto e colpisce tutto quello che gli capita a tiro, é riuscito a non mangiare per tre giorni, invece di pascolare galoppava in cerchio per quanto era lunga la corda, pestava l’erba e non la assaggiava neanche. Ho provato con i repellenti, ma l’effetto svaniva prima che lui trovasse quiete. Un guaio. É scappato tre volte contorcendosi nelle sue acrobazie e l’ultima é stata molto pericolosa perché per poco non finiva in autostrada.
Basta.
L’unico modo per farlo riposare e nutrire é chiuderlo da qualche parte e portargli erba o fieno.
La gente mi guarda come se fossi un alieno quando chiedo dove posso trovare posti simili in un momento dell’anno in cui tutti tirano il fiato perché possono finalmente lasciare gli animali al pascolo tutto il giorno.

Irina

Finalmente ho trovato una persona che ha capito e ha contattato tutti quelli che conosceva da casa sua a duecento chilometri di distanza per avvisare del mio arrivo e chiedere di preparare un posto così per questa anima in pena.
Si chiama Irina, ha una decina di cavalli sulle sponde del fiume Ugra, ha la voce dolce come un angelo e basta che parli per far stare meglio tutti, fa un formaggio di capra che é la fine del mondo e legge nel pensiero.
Da quando siamo stati da lei, finalmente Custode mangia e riposa. Ogni posto da lei consigliato sulla nostra strada era una casa accogliente.

Angelika che prima di pensare a fare colazione é andata a tagliare l’erba per Custode che si sta facendo una scorta di coccole.

Andiamo avanti di notte e arriviamo al mattino. Preparo degli strani bivacchi diurni, sistemo la belva e faccio il bucato. Poi vado a dormire.
Il mostro che gli insetti volevano far uscire da Custode non morde più.

Il chiarore della notte estiva sulle paludi. Il concerto delle raganelle che si ingozzano di zanzare e piccola luna che ha voglia di crescere.

W i pompieri di Kaluga

Che cos’è la Russia per me? Che cos’hanno in comune tutte queste genti da Gorno Altaisk a qui? Hanno in comune l’autenticità dei gesti. Sono sempre pronti.

I pompieri di Kaluga che quando hanno trovato Custode nel bosco, dopo quattro ore di ricerche, mi hanno chiesto: ‘questo cavallo é il tuo?’

Credo che oggi il ritrovamento di Custode nel bosco di fianco all’autostrada sarebbe finito diversamente se non fossi stata in Russia. Stamattina alle quattro, dopo avre tentato invano di seguirne le tracce e immaginando che stesse tornando indietro, ho chiamato la polizia perché temevo che questa volpe andasse verso la città mettendo in pericolo sé stesso e gli altri e così stava per fare.

Дмитрий Беленко, Сергей Большов, Павел Солохин, Анна Нехорошева девушка психолог, водитель Слава Надеин e il mezzo con cui ci siamo spostati da una parte all’altra della foresta per cercare.

Nel giro di un’ora è arrivata un’unità di pompieri avvisati dalla polizia che hanno messo a disposizione tutti i mezzi possibili compreso un drone per aiutarmi a cercarlo e hanno avvisato chiunque di loro fosse in giro di metterli al corrente se vedevano un cavallo mongolo in centro a Kaluga.  Lo hanno trovato e mentre lo riportavo al bivacco attraverso il bosco, ho incontrato tre ragazze che ne stavano seguendo le tracce dove stanotte le avevo perse.

Pompieri in libera uscita sulle tracce di Custode

Nel frattempo avevo mandato un messaggio alle fatine di Tgegheré che alle sei di mattina si erano organizzate da un minuto all’ altro, partendo da Tula per venire in mio soccorso. Quando i pompieri lo hanno trovato, le ho chiamare per avvisare che era tutto a posto e loro erano già qui, pronte a darmi una mano.

Marina, ex allevatrice di arabi e Oksana, trasporto animali e programmatrice: due delle tre fatine di Tgegheré..ma quella é un’altra storia.

 

Oltre il Don

2019_04_22 Kalabino
Dopo aver marciato con il Don alla nostra sinistra per quasi un mese, ho dovuto decidermi ad attraversarlo. Un ponte é una cosa da niente: meno di un chilometro e sei dall’altra parte, ma certi ponti sono viaggi interplanetari, da questa parte del fiume l’umanità é completamente diversa. Mi sento di aver lasciato una terra amica, se ci fossimo trovati qui in inverno, non ce l’avremmo fatta ad avanzare, la gente é chiusa, guarda storto e pensa sempre che ci sia una fregatura. Finché sono avanzata tra i cosacchi ogni persona è stata un diamante che ha reso prezioso ogni minuto di questo anello verso Vyocenskaya.

Sergej, ataman di Mikhailovka sul Medvediza, che ci ha spalleggiati mentre costeggiavamo il Don, mi ha accompagnata a vedere Stalingrado facendomene cogliere significati profondi e ha reso leggero il viaggio di Tgegheré quando era stanco. Questa persona é mille persone in una.

Qui il bello sono i paesaggi, la steppa é mossa su colline varie. Incontriamo almeno un paio di laghetti ogni giorno e finalmente c’è erba. Custode e Tgegheré sono contenti di pascolare e per loro é meglio qui.

dav

Ci siamo ancora

Caro Giovanni, ti chiedo scusa per essere scomparsa, sono successe molte cose ed è stato un po’ complicato pensare ad aggiornare il sito. Ho scritto sempre, al ritorno spero di non perdere queste tracce che sono state molte di più di quelle che mi sono aspettavo, e me ne aspettavo molte! Qui é tutto vero, non ci sono cowboy e la steppa sta per tornare a sorridere. Abbraccio.p

Siamo quattro: чэгэрэ, Custode, io e il vento..

Un sorriso che apre la via

2019_02_27 Marx, ex Ekaterineschtadt

Julia, mentre veglia sulla mia strada.

– Penso di fermarmi prima di Marx. É una città, non troverei posto per i cavalli.
– non preoccuparti, vai fino lì, troverai la scuola di equitazione e lì c’è tutto quello di cui possono avere bisogno i tuoi cavalli
– ok, ci provo.
Viktor Vasilevich ha chiamato Julia prima che partissi. La strada è stata veloce come se fossimo tirati da un filo, prima ci hanno accompagnati Valentina e Aurora e poi, prima di entrare in città ci é venuta incontro Julia che ci ha guidati per piccole stradine coperte di neve fino al maneggio di Marx, ma prima mi ha offerto una tazza di tè bollente che aveva preparato in un termos e blinji dolci, lì in piedi in mezzo alla strada.
Occhi azzurri, cappellino e gonna a pieghe e una giacca di pile grigio argento molto vaporoso. Julia: eleganza sobria e sorriso franco, pronta a sorprendersi di ogni meraviglia.

Il bivacco sotto la tettoia

Siamo arrivati al maneggio che c’era ancora un filo di luce. Siamo in un bel recinto con una tettoia enorme, tutto pronto per noi.
Di giorno ci sono bambini e adulti che si alternano sui cavalli della scuola. Di sera cala il sipario e rimangono le chiacchiere leggere.
Nella scorsa estate qui c’è stato un piccolo dramma: un guasto dell’impianto elettrico ha provocato un incendio che in dieci minuti si è impadronito del fieno accatastato di fianco alla selleria. Per fortuna erano tutti qui e i pompieri sono arrivati subito.
Quello che si vede adesso é il cantiere per ripristinare l’ordine precedente, intanto la scuola va avanti e oltre ai cavalli ospita un numero indefinito di gatti e di roditori di ogni parte del mondo, due cani, due conigli e due furetti, una scimmia che é il principe della casa.

Martin: la scimmia re!!

In mezzo a tutti questi lavori, l’atteggiamento di Julia é di affrontare ogni piastrella e ogni lampadina come se fossero un dono. É stato bello passare del tempo con lei, é di quelle persone che sanno dare una giusta misura alle cose e sorridere di fronte a tutto.