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La Montagna: libreria, presenta Sentieri da lupi

giovedì 23 novembre 2017 ore 18,
presentazione di Sentieri da lupi alla libreria ‘La Montagna’.

Enrico Camanni terrà la rotta per permettermi di raccontare il viaggio attraverso le Alpi in cui ho raccolto le storie raccontate in questo libro.

le mappe con cui ho potuto progettare il viaggio arrivano da questa libreria, molte dritte per quanto riguarda il territorio anche.
Non è solo una libreria, lì dentro tira l’aria di un rifugio alpino, le persone che ci passano sono le stesse e quello che trovano lì è tutto quello che serve per avere idea di partire, riempire lo zaino e raggiungere le montagne al più presto.

presentazione di ‘Sentieri da lupi’ alla libreria ‘La montagna’

potrebbe succedere che uno dei bei doni che le Alpi mi hanno concesso di incontrare, si manifesti. potrebbe essere un bel racconto.

Paola Giacomini, Sentieri da Lupi, Blu edizioni

Il lupo e altre storie

Venerdì 7 aprile ore 21
presso la Castiglia di Saluzzo in piazza Castello
racconterò cosa ho sentito dire del lupo dalla Slovenia alle Alpi Marittime con l’aiuto di Enrico Camanni e Luca Giunti
Ingredienti:
– il ritorno del lupo
– le Alpi selvatiche
– un viaggio a cavallo tra forestali, cacciatori, pastori e guardiaparco

Il lupo e altre storie
Il lupo e altre storie

sei appuntamenti per raccontare il lupo e il suo mondo
info +39 0175 4670 iat@comune.saluzzo.cn.it

il paese delle valanghe

sbucciando una mela

Guglielmo Tell

Guglielmo Tell: (..) Vedi là le vette alpine, quegli aghi candidi che si appuntano verso il cielo?
Walter Tell: Sono i ghiacciai che di notte tuonano così forte e di notte ci mandano giù le valanghe.
GT: Proprio così e le valanghe avrebbero schiacciato da un pezzo tutto il distretto di Altdorf se la foresta lassù non vi si opponesse come un valoroso esercito.
WT: (dopo aver riflettuto) Babbo, ce ne sono di paesi senza montagne?
GT: Quando si cala giù da queste nostre alture, sempre più giù seguendo il corso dei fiumi, si giunge a una vasta pianura dove le acque dei torrenti non spumeggiano più, e invece i fiumi scorrono tranquilli e placidi: lì lo sguardo spazia libero da tutte le parti del cielo, il grano cresce in campi magnifici e vasti; e quel paese è tutto come un giardino.
WT: O babbo, perchè non ci affrettiamo a scendere in quel paese così bello, invece di stare qui ad affaticarci e a tremare?
GT: Il paese è bello e benigno come il cielo, ma coloro che lo coltivano non godono i frutti di ciò che han seminato.
WT: Non sono liberi cittadini, come te nella terra ereditata?
GT: I campi appartengono al vescovo o al re.
WT: Ma nelle foreste possono cacciare liberamente?
GT: La selvaggina e gli uccelli appartengono al loro signore.
WT: Almeno nel fiume potranno pescare a piacimento.
GT: Fiume, mare, sale appartengono al re.
WT: ma chi è questo re che tutti temono?
GT: è quello che li difende e li nutre.
WT: Non sanno difendersi da sè?
GT: In quel paese il vicino non può fidarsi del vicino.
WT: Babbo, credo che in quell’ampio paese mi sentirei allo stretto. Preferisco starmene qui con le valanghe.
GT: Infatti, figliolo: meglio avere alle spalle montagne con ghiacciai (..)

Friedrich Schiller, 1804

Gioachino Rossino GUGLIELMO TELL ouverture

il lupo e le Alpi. addosso al futuro.

Enrico Camanni, alpinista e scrittore.

l’ultimo capitolo del suo ultimo libro ‘Alpi ribelli’, edito da Laterza è dedicato al lupo: l’ultimo ribelle.

Enrico Camanni, 'Alpi ribelli' unviaggio attraverso le Alpi raccontando le storie di quelli che con un punto di vista indipendente e a volte imprevedibile, hanno messo alla ribalta angoli di mondo selvaggi e spesso sconosciuti
Enrico Camanni, ‘Alpi ribelli’ unviaggio attraverso le Alpi raccontando le storie di quelli che con un punto di vista indipendente e a volte imprevedibile, hanno messo alla ribalta angoli di mondo selvaggi e spesso sconosciuti

che cos’è il lupo?
Il lupo è sicuramente il selvatico.
Da un lato è il fascino del selvatico:
Cosa mi ha spinto alla montagna è sicuramente il fascino della natura selvaggia, non sono le pareti o le grandi imprese  e il lupo è sicuramente il simbolo di tutto questo.
Dall’altra parte è il selvatico che ci fa paura: quella parte di noi che non conosciamo né vogliamo conoscere fino in fondo.

è una figura in chiaroscuro, può essere la cosa più ancestrale del mondo, ma può anche essere attualissimo perché ne sentiamo la mancanza: diventa la mancanza dell’aspetto selvaggio nel nostro modo di vivere. Il lupo ci interpella su questo, con tutte le sue contraddizioni.
è anche un ostacolo: uno che mangia le pecore, uno che dà fastidio, uno che non c’entra niente con il nostro modo di vivere e sconquassa un po’ le nostre certezze.

hai esperienza di incontri con il lupo?
purtroppo no e mi dispiace perché l’incontro è quello che materializza l’immagine, così è stato con gli stambecchi e i camosci, con l’orso nel Parco Nazionale d’Abruzzo, l’aquila, il gipeto. Sono tutti incontri che lasciano una sensazione forte.
Forse è anche un bene che non sia mai accaduto, posso sempre sperare di incontrarlo, magari sarà una delusione, magari è piccolino,

persone a cui vuoi bene che lo hanno incontrato? cosa ti hanno fatto arrivare del loro incontro?
no, al volo mi ricordo una cosa, una giovane madre di Prali che diceva: ‘noi non abbiamo niente contro il lupo, ma quando i bambini vanno in piazza al mattino ad aspettare il pullman e ci sono i lupi che vanno a rovistare nei bidoni della spazzatura, fa un po’ impressione. Ormai il lupo è una presenza a suo modo domestica.
Per un abitante di Pinerolo è un’idea impensabile che il lupo conviva con i propri figli, Prali è poco distante.

che cos’è la paura del lupo?
La paura di un essere che non può farci niente è irrazionale. Una volta si pensava che mangiassero i bambini, ma questo non accade, almeno nel nostro mondo.
è la paura dello sconosciuto che vive nei boschi. L’uomo selvaggio, personaggio mitico di cui si raccontava una volta, fungeva da mediatore tra il mondo selvatico e quello domestico. Oggi non abbiamo più bisogno di mediazioni, sembra che tutte le nostre tecnologie possano permetterci di tenere tutto sotto controllo, anche in montagna. Non è così e il lupo rappresenta tutto quello che non padroneggiamo.
Le altre paure le trovo molto infantili. Chi pensa di poter essere attaccato dal lupo rimarrà deluso, è difficile che succeda. Non è una paura reale, è la paura di qualcosa che non si conosce né si gestisce. Il lupo fa quello che vuole lui e si porta dietro questa brutta fama. In realtà tutti gli animali selvatici fanno quello che vogliono, il lupo è più evidente perché è un carnivoro e quindi è anche più dominante nella gerarchia.

Il lupo ci pone dei limiti che il capriolo, mangiando l’insalata degli orti, non ci pone.  Ci mette in crisi come civiltà. è un pezzo dell’equilibrio naturale che contrasta con il nostro modo di vedere il mondo. Noi ci consideriamo superiori a tutto il resto e possiamo annientare tutto il resto. Fin dall’antica cristianità l’uomo si sente superiore, deve dominare la natura. Prima aveva strumenti che gli davano un limite, oggi siamo in grado di spianare il Cervino, prosciugare un lago, spostare un fiume. Con un colpo di fucile, lo si può abbattere, non farlo è come cedere le armi di fronte a un concorrente. L’uomo non ha concorrenti reali.

quindi abbiamo paura della competizione con lui?
No, abbiamo paura di questo animale che fa quello che vuole lui, che non segue regole, non è arginabile, si infila, un essere libero tutto sommato, quello ci fa paura.
Viene in piazza a rovistare nei cassonetti e con la stessa disinvoltura si mette alle calcagna di un capriolo per nutrirsene. è un carnivoro: mangia gli animali, non erba e foglie.
Sulle Alpi non ci sono molti carnivori, c’è l’orso nelle Alpi orientali, il lupo e i cacciatori del cielo: l’aquila, il gufo, il falco che fanno meno impressione perché abitano un altro spazio, mentre il lupo occupa il nostro sui sentieri delle montagne su cui camminiamo anche noi. Come in Africa ci fa paura il leone.
Il carnivoro non è un animale docile, cervo e camoscio non ci fanno paura perché li reputiamo innocui.

Museo delle Alpi al forte di Bard: l’orso da Est e il lupo da Ovest sono il ritorno del carnivoro sulle Alpi, all’orso gli sparano, al lupo vorrebbero sparargli. Il ritorno dei carnivori sulle Alpi crea dei problemi reali, non solo immaginari.

cosa pensi degli abbattimenti (come soluzione, come possibilità)
siamo parte della natura di cui abbiamo snaturato gli equilibri. quando il lupo eccede turba equilibri già snaturati e che occorre controllare. Se questo è possibile con gli altri selvatici, può esserlo anche per il lupo. Non è che abbia più dignità di un erbivoro. Prima però bisogna capire qual è il punto di equilibrio, fare il possibile per evitare l’uccisione a meno che non sia necessaria. Se si uccidono le mucche per mangiarle, è normale che si possano uccidere i lupi. Pensare che il selvatico non si uccide e il domestico sì è una visione distorta. Non si può uccidere il lupo per piacere. Per piacere non andrei ad uccidere nessun animale ma quando va regolamentato, si regolamenta. Come con gli altri animali, si può fare con il lupo. Sicuramente ci sono più problemi.

I francesi ne hanno già abbattuti, gli svizzeri anche. Ci sono zone dove si è investito molto sulla pastorizia, soprattutto ovicaprina, è difficile pensare che in quelle zone si concentri una popolazione di lupi eccessiva.

immaginarsi i pastori con il fucile per difendersi?
No, così sarebbe il farwest. Il lupo è un amico e nemico di tutti, non è che sia solo di qualcuno: come la montagna non è dei montanari e torino non è dei torinesi. Certe cose sono dell’umanità. Dev’essere qualcuno superpartes a decidere e non può essere un singolo a cui gira storto a decidere se mantenerle o abbatterle. Questo vale anche per le cose inanimate. La proprietà è mia fino ad un certo punto: il Cervino non è di quelli di Cervinia e Venezia non è dei Veneziani. L’idea che il lupo sia il nemico di chi ha le pecore è giusta fino a un certo punto, non può essere il pastore a farsi giustizia. Ci vuole qualcuno che abbia una visione più ampia della situazione.

Siamo davvero in grado di dominare illimitatamente la terra? No, abbiamo già superato il limite. Il lupo ci pone questa domanda ed è per questo che ci mette in difficoltà.
è un limite che si può infrangere facilmente, di fronte al riscaldamento globale siamo davvero inermi, il lupo lo possiamo eliminare, basta spargere un esercito sulle montagne con questa missione! è un limite che ci dà una visione più corretta sul nostro essere, se vogliamo far parte di questa natura.

relazione futuro delle Alpi e futuro del lupo?
Da un lato abbiamo portato la città in montagna trasformandola in periferia urbana, poi ci siamo accorti che questo modello in montagna non funziona.
Dall’altro lato le abbiamo intese come il bel mondo passato, quasi un grande museo e di nuovo la visione è molto funzionale alla città. Il cittadino vuole ritrovare in montagna le cose che ha distrutto altrove. Sono due modi totalmente perdenti, non reggono.
La terza via: dobbiamo creare sulle alpi un laboratorio di sviluppo sostenibile perchè è un mondo che ci viene letteralmente addosso se non è curato in modo sostenibile. Ci viene addosso con le alluvioni, con le frane e anche con il lupo, con il selvatico che reclama un suo spazio.
è un bellissimo simbolo.

ora di partire

“Sentieri da lupi”: un viaggio a cavallo dal Triglav alle Alpi Marittime per scoprire le Alpi.. parlando di uomini e lupi!

di Irene Borgna

ora di partire
paola e Isotta Raminga foto di Luisa Cappellino

Il 4 giugno alla sede del Parco Nazionale del Triglav comincerà un’avventura riguardante uomini e lupi. E’ uno straordinario viaggio a cavallo attraverso l’attuale areale del lupo nelle Alpi per raccogliere dichiarazioni e racconti da chi è coinvolto direttamente dalla presenza del lupo. Paola partirà dal Parco Nazionale del Triglav in giugno per raggiungere il parco delle Alpi Marittime alla fine di agosto.

Paola Giacomini e la sua cavalla Isotta (Isotta Raminga è il suo nome completo) viaggiano insieme da più di dieci anni. Isotta è una piccola cavalla di montagna abituata a terreni difficili. Paola è uno spirito libero e curioso, amante della vita all’aria aperta e ha pubblicato nel 2015 il suo primo libro riguardante il loro viaggio a Santiago di Compostela.

La prima tappa del viaggio passa attraverso il Triglav National Park sulle tracce di Slavcz, il lupo che ha cominciato a coinvolgere diverse realtà che sono interessate dai lupi su tutte le Alpi.

Il resoconto degli incontri e delle interviste raccolte lungo la strada sarà tema di discussione del blog del sito www.sellarepartire.it

 

“Wolf’s trails”: a horseback trip from Triglav to Maritime Alps to discover the Alps… talking about men and wolves!

Irene Borgna

On the 4th of June at the headquarters of the Triglav National Park an adventure about Alps and wolves will begin. It’s an extraordinary horseback trip through the current distribution area of the wolf in the Alps to collect statements and stories from those who are directly involved by the presence of the wolf. Paola will start from Triglav National Park in June and reach the Maritime Alps Park at the end of August.

Paola Giacomini and her mare Isotta (“Wandering Isotta” is her full name) have been traveling together for over than ten years. Isotta is a small mountain horse accustomed to difficult terrain. Paola is a free and curious spirit, loves outdoor life and published her first book about her travel to Santiago di Compostela  in 2015.

The first stage of the journey will pass cross the Triglav National on the trail of Slavcz , the wolf who started from between different realities which are interested on wolf all over the Alps. The reports of the meetings and interviews that will take place along the way will become discussion material for a blog on the website www.sellarepartire.it.

Una viaggiatrice a cavallo, un libro, il lupo, un sogno

Sabato 30 aprile 2016 a Valdieri, presso la sede del Parco, ore 21, 

Paola Giacomini, viaggiatrice a cavallo, presenta il libro Campo di Stelle (I Quaderni dell’Alpitrek, 2016), che racconta il suo avventuroso itinerario dalla Val di Susa a Santiago de Compostela e ritorno. Il cammino di Paola e Isotta è un affascinante percorso “fatto di caldo, buio, fughe ostacoli e gioie”, un andare e tornare lungo circa 4500 chilometri, un’esperienza a due in totale autonomia – senza tetto né letto per sei mesi –  capace di farci attraversare l’Europa secondo itinerari secondari e ritmi ormai dimenticati. Ma cosa ha a che fare il viaggio di una cavalla e della sua cavaliera con il ritorno naturale del lupo sulle Alpi? Lo scopriremo insieme: l’estate 2016 ha in calendario un lungo percorso di scoperta che avrà come punto di partenza la Slovenia, come traguardo le Alpi Marittime e lungo tutto il percorso il supporto del progetto LIFE WolfAlps…

Ingresso libero!

2016 04 30 campo di stelle